Su un cantiere di inserimento nelle Côtes-d’Armor, un supervisore tecnico nota che un lavoratore ignora sistematicamente le schede di sicurezza scritte. Non le legge perché non sa leggerle. La lotta contro l’analfabetismo inizia spesso con questo tipo di situazione, lontano dalle grandi dichiarazioni, in un laboratorio, in un ufficio di Pôle emploi o in una sala di formazione municipale.
Cartografia territoriale dell’analfabetismo: mirare prima di agire
L’ANLCI, l’Insee e la DEPP hanno sviluppato un metodo per identificare i territori che accumulano fattori associati all’analfabetismo: basso livello di istruzione, invecchiamento della popolazione, isolamento o percorsi scolastici iniziati all’estero. Questo approccio non misura direttamente l’analfabetismo comune per comune, ma consente di mirare gli interventi dove i bisogni sono più concentrati.
Nel 2026, l’ANLCI ha messo a disposizione un centinaio di schede dipartimentali che integrano questi indicatori. I dipartimenti più esposti possono ora adattare i loro dispositivi di formazione sulla base di dati localizzati piuttosto che di medie nazionali.
Per le associazioni e le collettività locali, queste schede cambiano le regole del gioco. Si passa da una gestione per intuizione a una gestione basata sui dati. Strutture come quelle referenziate su encrages.org sfruttano questo tipo di approccio territorializzato per adattare i loro programmi alle realtà del territorio.
Analfabetismo al lavoro: individuazione e formazione in azienda

Il mondo professionale è un angolo morto. Una persona in situazione di analfabetismo occupa spesso un lavoro da anni, avendo sviluppato strategie di elusione: memorizzazione delle procedure, aiuto di un collega, evitamento dei compiti scritti. Il problema diventa visibile quando l’azienda si digitalizza o quando un cambiamento di posizione richiede nuove competenze.
Individuare non significa stigmatizzare. Parlare delle proprie lacune nella lettura rimane un tabù in un contesto professionale. I supervisori di prossimità, i responsabili HR e i referenti della formazione svolgono un ruolo chiave, a condizione di essere formati a loro volta per rilevare i segnali deboli.
I segnali più frequenti in azienda:
- Un lavoratore che rifiuta sistematicamente le formazioni interne che richiedono la scrittura, senza apparente spiegazione
- Errori ricorrenti sui buoni d’ordine, sulle schede di monitoraggio o sulle istruzioni di sicurezza scritte
- Una marcata dipendenza da un collega per qualsiasi compito amministrativo, anche semplice
Gli OPCO (operatori di competenze) finanziano dispositivi di formazione alle competenze di base direttamente in azienda. Queste formazioni si svolgono spesso durante l’orario di lavoro, in piccoli gruppi, con materiali adattati. Non si chiede a un operaio qualificato di tornare sui banchi di scuola: la formazione parte dai suoi gesti professionali quotidiani.
Illettronismo e competenze digitali: il nuovo fronte
L’analfabetismo non si limita più alla carta. L’illettronismo, cioè la difficoltà di utilizzare gli strumenti digitali quotidiani, colpisce una parte significativa della popolazione. Dichiarare le proprie tasse online, prendere un appuntamento medico su Doctolib, rispondere a un’offerta di lavoro su una piattaforma: sono tutte azioni che presuppongono di sapere leggere, scrivere e navigare su uno schermo.
L’inclusione digitale senza padronanza della scrittura è un vicolo cieco. Formare qualcuno a utilizzare un tablet mentre non riesce a decifrare un modulo equivale a costruire un piano senza fondamenta. I programmi più efficaci combinano l’acquisizione delle competenze di base (lettura, scrittura, calcolo) e l’iniziazione digitale in un unico percorso.

L’indagine Formazione continua, condotta dall’Insee e dalla DEPP in collaborazione con l’ANLCI, ha permesso di aggiornare i dati nazionali sulle competenze degli adulti in lettura, scrittura, calcolo e uso di Internet. I primi risultati, diffusi ad aprile 2024, confermano che le difficoltà con la scrittura e le difficoltà digitali si sovrappongono ampiamente.
Azioni locali contro l’analfabetismo: ciò che funziona sul campo
I dispositivi che producono risultati condividono alcune caratteristiche comuni. Si osservano sia nelle strutture associative che nei programmi sostenuti dalle collettività territoriali.
- Un radicamento nella quotidianità della persona: non si lavora su testi astratti ma su documenti reali (corrispondenza amministrativa, foglietto di un medicinale, contratto di lavoro)
- Un accompagnamento individualizzato che rispetta il ritmo di apprendimento, senza obiettivi di certificazione imposti troppo presto
- Un’articolazione con altri ostacoli (mobilità, alloggio, salute) perché l’analfabetismo è raramente un problema isolato
- Una partnership tra attori locali: biblioteche, centri sociali, missioni locali, aziende di inserimento
In Nuova Aquitania, l’ANLCI ha rafforzato la sua presenza regionale per coordinare questi attori. Cap Métiers, l’agenzia regionale per l’orientamento e la formazione, sottolinea che l’analfabetismo è alla base di molti altri ostacoli all’occupazione. Senza padronanza della scrittura, l’accesso alla formazione professionale, alla patente di guida o alle pratiche amministrative rimane bloccato.
Le Giornate nazionali di azione contro l’analfabetismo (JNAI), organizzate ogni anno a settembre, rappresentano un momento di visibilità per queste iniziative. La mobilitazione ampliata degli attori associativi e istituzionali su tutto il territorio rafforza l’impatto di questi appuntamenti annuali.
La lotta contro l’analfabetismo non si vince con un piano nazionale unico. Avanza quando un formatore adatta un esercizio al lavoro del suo allievo, quando una mediateca apre un laboratorio di lettura per adulti senza richiedere un’iscrizione formale. Progredisce anche quando un’azienda accetta di liberare due ore a settimana affinché i suoi dipendenti possano progredire.
È un lavoro di rete locale, paziente e strutturalmente sottofinanziato. I feedback sul campo mostrano che ogni percorso individuale riuscito modifica in modo duraturo la traiettoria di una persona.



