
Il mercato francese della gestione patrimoniale sta attraversando una fase di ristrutturazione. Le chiusure delle filiali bancarie continuano, mentre gli istituti accelerano nel segmento della banca privata per attrarre una clientela in cerca di un accompagnamento strutturato. BNP Paribas si inserisce in questa dinamica con un posizionamento che si basa sull’ingegneria patrimoniale, l’accesso agli attivi non quotati e strumenti digitali derivanti dall’open banking.
Private Assets: l’offensiva sul non quotato e le sue implicazioni per il patrimonio
Dal 2024, BNP Paribas ha strutturato un’unità dedicata chiamata Private Assets, inserita all’interno di BNP Paribas Asset Management. L’obiettivo dichiarato è democratizzare l’accesso al non quotato (private equity, debito privato, immobili non quotati, infrastrutture) per la clientela patrimoniale e privata.
Questa strategia risponde a una domanda crescente. I mercati quotati, soggetti a una volatilità a volte difficile da assorbire per patrimoni concentrati, non sono più sufficienti per diversificare correttamente un’allocazione. Il non quotato offre un profilo di rendimento decoupled, ma impone delle restrizioni: orizzonti di investimento lunghi, liquidità ridotta, ticket d’ingresso storicamente elevati.
La creazione di un’unità dedicata mira precisamente a superare questi ostacoli proponendo veicoli adatti alle soglie d’investimento della banca privata. Per un cliente che gestisce il proprio patrimonio tramite la banca privata BNP Paribas, l’accesso a queste classi di attivi rappresenta un leva di diversificazione che non esisteva in questa forma qualche anno fa.
I dati disponibili non consentono ancora di misurare l’impatto di questa unità sulle performance globali dei mandati. Tuttavia, il segnale strategico è chiaro: il non quotato diventa un pilastro dell’offerta patrimoniale, e non più un complemento riservato ai patrimoni molto grandi.

Aggregazione multi-banche e gestione patrimoniale: cosa cambia concretamente con l’open banking
Dal 2023, i clienti della banca privata BNP Paribas possono aggregare conti detenuti in altri istituti francesi ed europei direttamente nel loro spazio online. Questa funzionalità si basa sulle API di open banking introdotte dalla direttiva DSP2.
L’interesse va oltre la semplice consultazione dei saldi. L’aggregazione alimenta simulatori patrimoniali e strumenti di allocazione degli attivi che non sono disponibili nella banca al dettaglio per il grande pubblico. Un cliente può così visualizzare l’intero patrimonio finanziario, immobiliare e professionale su un’interfaccia unica, indipendentemente dalle banche in cui sono distribuiti i suoi beni.
Questa gestione consolidata modifica la relazione con il banchiere privato. Invece di lavorare sulla base di estratti conto parziali o dichiarazioni del cliente, il consulente dispone di una mappatura aggiornata. Le raccomandazioni di allocazione guadagnano in precisione.
Tuttavia, i feedback sul campo divergono sulla fluidità dell’aggregazione. Alcuni istituti terzi limitano ancora i dati accessibili tramite API, il che può generare lacune nella visione consolidata. La promessa di un monitoraggio patrimoniale realmente esaustivo dipende quindi tanto dalla tecnologia di BNP Paribas quanto dalla cooperazione delle altre banche.
Sicurezza delle operazioni bancarie: il quadro giuridico che protegge i clienti facoltosi
La questione della frode bancaria riguarda particolarmente i patrimoni elevati, obiettivi privilegiati delle tentativi di dirottamento. Un recente punto di evoluzione giuridica merita attenzione: il onere della prova in materia di autenticazione forte è stato chiarito.
Il semplice utilizzo di uno strumento di pagamento non è più sufficiente a dimostrare il consenso del cliente. Il codice di validazione, la Chiave Digitale o qualsiasi altro dispositivo di autenticazione non costituiscono di per sé una prova che il cliente ha autorizzato l’operazione. La banca deve ora dimostrare che l’autenticazione forte è stata effettivamente realizzata, e l’uso dello strumento non consente più di presupporre una grave negligenza del cliente.
Per la gestione patrimoniale, questa evoluzione ha conseguenze pratiche:
- In caso di frode al bonifico, il cliente dispone di un leva giuridico rafforzato per ottenere un rimborso, anche se ha tecnicamente convalidato l’operazione sotto l’effetto di una manipolazione
- Le banche private sono incentivate a rafforzare i loro protocolli di verifica per le operazioni ad importi elevati, oltre il minimo regolamentare
- La responsabilità si sposta verso l’istituto, che deve dimostrare la robustezza del proprio dispositivo di sicurezza
Questo quadro rafforza la sicurezza giuridica dei clienti patrimoniali, ma non appare quasi mai nei contenuti commerciali delle banche private.
Gestione patrimoniale BNP Paribas: tra accompagnamento sul campo e modello a distanza
BNP Paribas offre due modalità di accesso alla sua banca privata. Il modello classico si basa su una rete fisica, con 15 sedi di Gestione di Patrimonio in Francia e a Monaco e oltre 120 banchieri privati dedicati. Il modello e-Private, lanciato più recentemente, offre un accompagnamento 100% a distanza.
La coesistenza di questi due formati pone una questione di fondo. Il consiglio patrimoniale, che implica spesso discussioni sulla trasmissione, la fiscalità del dirigente o la strutturazione di un patrimonio professionale, si presta a una relazione esclusivamente digitale?
Per le operazioni correnti (ribilanciamenti di portafoglio, consultazione di posizioni, simulazioni fiscali), il formato a distanza funziona. Per i momenti chiave (cessione d’azienda, divorzio, successione complessa), la relazione faccia a faccia conserva un vantaggio che il digitale non sostituisce completamente.
La scelta tra i due modelli dipende dal grado di complessità del patrimonio e dalla frequenza degli arbitraggi. Un dirigente in fase di cessione avrà probabilmente bisogno di un interlocutore fisico. Un dirigente superiore in fase di capitalizzazione può accontentarsi di un monitoraggio a distanza.
Con 140 miliardi di euro di attivi sotto gestione a fine 2025 e una certificazione ISO 9001 sulla sua gestione sotto mandato, BNP Paribas mostra indicatori di dimensione e strutturazione che posizionano la sua offerta tra le prime del mercato francese. La pertinenza di questo dispositivo per un patrimonio dato rimane una questione individuale, che né un’etichetta né un numero di attivo possono risolvere da soli.